martedì 3 settembre 2013

La tenda in piazza


Vi propongo un filmato per farvi capire da dove sorgono le mie riflessioni.



Una volta (si parla solo di 43 anni fa!) le manifestazioni le nascondevano al pubblico, ora le pubblicizzano e le svuotano del loro significato. Sono stati bravi (chissà chi?) a rendere un Paese indifferente a tutto quello che succede al suo interno. Hanno reso indifferenti noi che non ci rendiamo conto di quello che passa per televisione ora, non ci rendiamo conto di quello che scrivono sui giornali, non ci rendiamo conto di quello che compriamo, non ci rendiamo conto di quelli con cui stiamo lavorando, non ci rendiamo conto con chi stiamo studiando, non ci rendiamo conto.
Tendiamo a distrarci, a non voler vedere, a tappare le orecchie e a chiudere gli occhi, il naso, la bocca, il cuore.

È tutto freddo, privo di pensiero, di azione, di parole. Le uniche parole che spendiamo sono per parlare del calcio, di certe trasmissioni in televisione, di qualcosa. Non vogliamo di certo sbilanciarci, ma il fatto è che non sappiamo sbilanciarci, perché non abbiamo opinioni, non sappiamo da che parte stare, è tutto così confuso.
Hanno confuso il vero senso di una manifestazione, il vero senso di certe azioni, di certi gesti e di certe parole e noi, che siamo confusi e vogliamo provare a cambiare ciò che accade di sbagliato, non facciamo altro che confondere ancora di più le idee. Non c'è più niente di saldo, di sicuro, di chiaro, di nitido... Sapete che c'è: non esistono più le regole.
Ora mi direte che sto cadendo in un bieco moralismo da vecchiette che stanno sedute sulle panchine a ricordare di com'era una volta, ebbene no. Forse avrei dovuto scrivere che non si conoscono più le regole, ma se proviamo a far chiarezza sulle leggi in vigore in questo paese, ci accorgiamo che è difficile e quindi è tutto confuso, esattamente come se non ci fossero. Ma il vero problema di una società che è indifferente è l'ignoranza delle regole, per lo meno quelle di una società civile.

Ormai qui (in Italia) ognuno si governa da sé, ciascuno di noi cerca di trovare la migliore scappatoia per sopravvivere e vive basandosi su delle regole che si è creato da solo semplicemente provando a fare, proprio come i bambini. Vi propongo un esempio
Io, bimbo, che in questo istante ho voglia di mangiare biscotti e mamma me li nasconde, quindi non posso averli, la prima cosa che faccio sono i capricci. Mamma è irremovibile e non me li dà, allora smetto di piangere. Se io li voglio assolutamente, ho visto dove li ha nascosti, cerco una soluzione per arrampicarmi, mi arrampico e arrivo a prenderli, il tutto di nascosto da mamma. Infine i biscotti me li mangio e mamma non ha visto niente. Se vedo che vado avanti così e mamma non se ne accorge, io continuerò a farlo. Se poi se ne accorge, mamma si arrabbia e posso anche buscarmele.

Fate i dovuti parallelismi, io vi dico che non sono contenta di vivere così, per me un Paese libero è un paese che innanzitutto ha delle leggi, che sono condivise da tutti e chiare per tutti e che, per ultimo, ma fondamentale, sono rispettate da tutti.

JAM

Nessun commento:

Posta un commento